Del divieto cinese sui droni
Negli ultimi mesi, abbiamo assistito a un cambiamento di rotta, passando dall'innovazione all'isolamento. Il divieto imposto dagli Stati Uniti sui droni DJI non è solo un'altra restrizione commerciale, ma un campanello d'allarme per ogni regione che ancora dipende dalla tecnologia di fabbricazione cinese per operazioni critiche.
In tutta Europa, i governi stanno iniziando a diffondere lo stesso messaggio:
"Nessun componente cinese nei sistemi di droni (strategici)."
Ciò che è iniziato con le reti 5G si è ora esteso a droni, sensori, piattaforme di intelligenza artificiale e tecnologie di difesa.
Non si tratta solo di politica, si tratta di sovranità.
Per anni, l'ecosistema globale della tecnologia dei droni si è basato sull'efficienza: produzione più economica, scalabilità più rapida, globalizzazione senza intoppi. Ma, come abbiamo imparato, l'efficienza spesso comporta una dipendenza da costi nascosti.
Dipendenza da catene di approvvigionamento che non possiamo monitorare completamente.
Dipendenza da codice che non possiamo sottoporre a verifica (completa).
Dipendenza da decisioni prese a migliaia di chilometri di distanza da aziende/governi stranieri.
Il divieto imposto ai prodotti DJI negli Stati Uniti è ben più di una semplice notizia.
È la prima crepa visibile in un sistema che è in fase di ridefinizione.
Un sistema in cui i dati sono potere e in cui le nazioni stanno finalmente comprendendo che chi costruisce il tuo hardware/software spesso controlla il tuo futuro.
L'Europa si trova a un bivio.
Possiamo rimanere consumatori di innovazione sviluppata altrove,
oppure possiamo diventare artefici del nostro destino tecnologico europeo.
Per fare ciò, abbiamo bisogno di:
· Investitori che credono nel valore strategico a lungo termine piuttosto che nei guadagni a breve termine.
· Catene di approvvigionamento trasparenti.
• Hardware e software sviluppati localmente.
• Forte collaborazione tra governi, istituti di ricerca e innovatori privati.
· Una visione chiara che coniuga sicurezza, innovazione ed etica secondo i principi europei.
Perché questo cambiamento non riguarda solo i droni.
Si tratta di esercitare il controllo sull'infrastruttura invisibile che definisce la vita moderna, dal cibo che coltiviamo, all'energia che produciamo, fino ai cieli che navighiamo e proteggiamo.
Stiamo entrando in un decennio in cui tecnologia e geopolitica non sono più argomenti separati.
E l'Europa, con il suo mix unico di creatività, regolamentazione e valori democratici, ha tutto ciò che le serve per essere all'avanguardia, se scegliamo di agire ORA.
La corsa alla sovranità digitale è iniziata.
La domanda è:
L'Europa guiderà questo processo o lo seguirà?





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